L’ossesso abisso .
Ti scruto femmina , ti osservo dal buco della chiave
dentro l‘anima , da una fessura cieca ...
dall’ossesso abisso ove parafraso linguaggi allusi
senza sbocco, m’accovaccio nei pertugi .
È come avere qualcosa da dire e non trovare le parole …
con cui dare una forma ai miei pensieri ,
di cosa si è e cosa si vuole avere l’essenza tra le mani
buttarla al vento per un tozzo di presunzione .
Ma io apprendista , ragione tesso ...
senza dubbio alcuno allo squallore mi prostro
cado crudo in silenzi e mi scopro umile ,
l'integrità la coerenza bagna l'acque pure .
Colloco il colore ad ogni gesto :
all’ampiezza delle nuvole come delle rose …
alcune tenere , altre maliziose
si, in alcune tu apri l'avido brivido.
Mi riempio di vita! Sono io l’ossesso abisso
è come vedermi nelle altrui cose ,
in esse tesso il nulla poso...
per avere , il risveglio improvvisato del tuo amore .
Molte volte le parole non escono a volte sono mute
a volte maliziose , per timori o torti fanno le valige ,
viaggiano alla velocità' della luce nei deserti avviliti
intriso di inchiostro nero favello i pallidi ricordi .
Di te che ti ombri nel mio cuore
nell’abisso mio, vieni a riposare ...
trattengo lacrima nei sogni veri
per tenerti tra dita dei miei palmi .
Giovanni Maffeo – Poetanarratore.