lunedì 29 marzo 2021

LA PORTA DELL'INFINITO .

La porta dell’infinito.


Tale mi rese infatuo la bestia senza pace

che nel vedermi da vicino mi mostrò eloqui ,

mi vidi bruciare poco a poco ;

caddi a terra su un groviglio di radici .

E non c’è virtù se amore tace

di pietra resterà l’angelo custode,

L'erbe amare sarà il mio cibo;

avvezzo suderò tutte le fatiche.

D’insonnia i pensieri scuoto

d’ogni grido il tremolio dei baci,

vedrò distanze tortuose ;

fisserò lo sguardo su una raccapricciante scena .

E prego Dio per la verde vita che m’ha dato

a far fiorire la pianta maestosa,

che ella possa crescere rigogliosa;

tu l’hai percossa, perché non l’hai curata?

S’accendono i fuochi ed è buia sera

lampare s’illuminano su panchine vuote,

il riflesso della luna imbianca il mare ;

su di me riflette la vanità dei poveri.

Tu fosti colei che mi diede il sole e mi tolse il cielo!

alzasti le tue mani sulla mia pelle chiara,

mi privasti dell'erba verdi e del bianco fiore;

di labbra assetate che non possono più bere .

Ho aperto le porte dell’infinito

per farci entrare la freschezza naturale,

d’ogni anima ne è l’impetuoso aroma ;

d’ogni mercanzia ha il suo prezzo da pagare.

Ho lasciato l’oblio dell’amore !

La frontiera dell’invalicabile mistero ,

non rimarrò col cuore in gola ;

aprirò le porte al sol piacere .


Giovanni Maffeo Poetanarratore. 

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