Il volo più alto .
Volò il gabbiano smarrito sul mare
si posò impaurito sull’incosciente mistero ,
distratto si ferì e cadde al suolo
spezzò le sue ali di vento per non volare.
Tu mi hai donato i giorni più belli!
Momenti in cui l’esuberanza accresceva l’impazienza,
aprivi a me il tacito consenso della sublime essenza
di salvezza la sorgente mi sfamavi col pane degli amanti.
Fu il volo più alto che feci nell’era dell’amore:
concerti di musica addobbavano i flussi ancestrali,
l’unisono si sentiva da lontano ,erano i tuoi suoni
era l’eco che guidava il nostro amore.
Patetico sono e rimembro stoltezze d’un passato :
mi copro d’acqua santa trascinandomi nell’ignoto,
fuggo dai pensieri sperando di sognare
rievoco il senso che può , deve avere.
Non c’è luogo su questa terra che possa rendermi felice :
tutto resta torbido se non ci sei ,non sei tu luce ,
ove l’abisso profondo dimora nella squallida fontana
basterebbe che tu tornassi come prima.
E da lassù ,oltre le cime della bianca luna
lassù ove ogni splendore abbaglia l’angoscia mia,
la vita non si ferma si continua a raccontare
a svelare melodie in ogni ferita si lasciano baciare .
Giovanni Maffeo Poetanarratore.